La formazione è un processo continuo di crescita evolutiva di un individuo e mira al suo sviluppo, acquisendo capacità e competenze, utili alle sue attitudini cognitive, professionali, morali, civili, sociali e affettive. La formazione infatti è il risultato di un piano formativo organico che tende a strutturare, solidificare e rinforzare, in maniera completa, le nostre capacità e competenze.
La si distingue dal concetto dell’istruzione in quanto, a differenza di questa, non si limita alla trasmissione di conoscenze e all’educazione, ma le affronta sotto un rilievo più pratico e comportamentale, e integrando entrambe, proiettandole in una prospettiva occupazionale immediata, tenendola costantemente al suo fianco in un impegno continuo per tutto l’arco della vita, non solo lavorativa.
Per fare un paragone diretto che però, a mio avviso sintetizza questi concetti, immaginiamo il bambino appena nato, dai primi vagiti si comincia a presentare un “piano formativo” che lo introduce in questa nuova dimensione. Nel grembo materno ha già ricevuto delle “istruzioni” che gli hanno permesso di cominciare il suo cammino evolutivo. Nel momento in cui viene alla luce, è un continuo susseguirsi di informazioni per vedere, muovere le dita, braccia, gambe, come parlare, ridere, gioire, camminare. Questa formazione continuamente cambia, si aggiorna, si evolve, adeguandosi alle nuove situazioni, scenari, esigenze.
La formazione dunque si colloca come prospettiva di impegno continuo per tutto l’arco della vita umana, proprio perché correlata ai processi di cambiamento, di trasformazione, di sviluppo, sia personali che sociali di contesto, la formazione deve mirare al miglioramento ed allo sviluppo della persona, della professione, delle competenze. Il percorso formativo è inteso come processo di rinnovamento delle conoscenze e delle capacità, migliorando e consolidando competenze da impiegare sul piano personale e professionale.
La formazione pertanto, è un processo di comunicazioni particolare che in questo caso, non si può intendere come semplice passaggio di informazioni tra il Formatore ed il Formando, in quanto è un processo più evoluto e più complesso, che si sviluppa attraverso due (o più) soggetti o entità che utilizzano un contenuto. Infatti, è necessario che tra i due si elabori una comunicazione di contenuti, di pensiero, di attività, di controllo e verifica del reale passaggio dei contenuti stessi. Questa comunicazione, che si svolge in un tempo necessariamente lungo, per la reale assimilazione dei contenuti e la verifica della dell’avvenuta professionalizzazione, è la celebrazione della formazione. Si pensi alla trasmissione delle competenze e manualità che avveniva tra il Maestro d’Arte e l’Apprendista, fatti di gesti controllati, di sguardi, di parole che a volte erano rimproveri sulla scarsa attenzione ed apprendimento. In questi gesti e comportamenti, sono racchiusi tutte le tecniche moderne che si sono sviluppati negli attuali percorsi formativi, magari utilizzando sofisticate apparecchiature, che hanno sostituito, anche se non completamente, la maestria della manualità del Maestro d’Arte
Proprio perché è un processo complesso, il processo formativo tiene conte di alcuni aspetti che riguardano i livelli intellettuali, culturali, emotivi, e anche dell’età. Si può parlare di qualsiasi argomento ad ogni età, ma il linguaggio, l’approfondimento, la durata e il metodo educativo, cambia per ogni fascia di età e per ogni percorso formativo che si affronti. Il metodo applicato, è lo strumento che serve a far emergere il talento, che è in ognuno di noi. Più è efficace il metodo, più il passaggio di conoscenze ed abilità scorre nella maniera giusta ed efficace, più sarà possibile che il talento, presente in ogni individuo, emerga. Se vogliamo fare un paragone calcistico, in Italia si è smarrito quel processo formativo che faceva emergere talenti calcistici, che hanno permesso, in passato, all’Italia di essere una potenza capace di vincere trofei, sia a livello di singole società sportive, che a livello di Nazionale, vincendo 4 coppe del mondo, un titolo olimpico e 2 coppe europee. L’Italia ha smarrito questa capacità, e da ben 12 anni, una eternità per noi italiani, non partecipa alla fase finale della Coppa del Mondo di calcio.
A Napoli c‘è un detto che dice:” non si finisce mai di imparare “, questo mi dà l’opportunità di introdurre il concetto di formazione permanente, che è quello per cui non si dovrebbe smettere mai di studiare perché il mondo va avanti, le cose cambiano, le tecnologie si evolvono. L’evoluzione tecnologica è talmente veloce ed enorme che addirittura l’aggiornamento diventa obbligatorio, con l’acquisizione di crediti formativi, per la maggior parte delle Professioni, specie nel campo medico, ma anche Commercialisti, Avvocati, Ragionieri ecc…..
Purtroppo l’evoluzione tecnologica, la scarsa longevità nella programmazione economica, mettono in crisi spesso il mercato del lavoro, creando sempre più precarietà occupazionale, mettendo in discussione la vita stessa di interi nuclei familiari. In molte circostanze, sorge l’esigenza di riqualificare professionalmente i lavoratori, o di elevare la loro conoscenza professionale al fine di reimpiegarli. La formazione continua quindi, ha lo scopo di riqualificare, “ri-professionalizzare” le persone con corsi di formazione “dedicati”. I corsi di formazione dedicati sono preparati apposta con moduli didattici specifici, proprio per evitare di perdere del tempo a raccontare nozioni generiche, ma al contrario affrontando solo le materie ed i contenuti tecnici di interesse. Questo tipo di formazione è tipica dell’età adulta e risulta fondamentale nella realtà di oggi, dove la globalizzazione ha generato incertezza e possibilità di rivolgersi ad altri contesti dove il costo del lavoro è notevolmente inferiore, a scapito però dell’alta specializzazione, da qui la necessità di acquisire sempre nuove e più specializzazione, con una pluralità di competenze, non statiche, ma in continuo aggiornamento per essere adatte alle richieste del mercato del lavoro.
Le metodologie di trasmissione delle conoscenze ed abilità che offrono i percorsi formativi sono molteplici oggi, resta fermo però il concetto, la formazione è alla base ed è propedeutica all’inserimento nel mondo del lavoro, e il suo continuo utilizzo rende meno precario il lavoro stesso, anzi, va aldilà della sua vita temporale, perché l’individuo ha la necessità di essere al passo, alla fine dei suoi giorni.









