Non è un luogo comune quello di definire l’Irpinia ” il cuore della Campania”. In questi momenti di tensioni ed incertezze nel panorama internazionale e sul conseguente incoming territoriale, le grandi potenzialità e gli attrattori culturali, storici, ambientali, archeologici, artistici ed enogastronomici riemergono con forza rinnovata nel panorama della più complessiva proposta turistica campana proprio dalla provincia di Avellino: l’Irpinia.
Visitarla vuol dire viaggiare attraverso un territorio tra i più belli della regione in posizione baricentrica con una variegata capacità di ricezione alberghiera, una ricca gastronomia in uno con l’eccellenza campana nella produzione di tre vini Docg (Taurasi, Greco di Tufo, Fiano di Avellino). Un cuore pulsante che grazie alle efficienti vie di comunicazione, permette in mezz’ora di raggiungere tutte le altre province della Campania: Benevento, Caserta, Napoli e Salerno Sin dall’antichità l’Irpinia è stata una terra di transito tra il Mar Tirreno ed il Mar Adriatico. La parte alta del territorio ha il privilegio di essere un territorio di cerniera tra l’Appia Traiana e la Regina Viarum dei Romani. Sono ancora oggi visibili tracce di antichissime frequentazioni di epoca preistorica, sannita oltre che di epoca romana e medioevale.
Avellino, capoluogo di provincia, è al centro di un sistema di Parchi Naturalistici di grande rilievo ambientale e paesaggistico, grazie ad un elevato indice di biodiversità: Parco del Partenio, Parco dei Monti Picentini ed il Parco Naturalistico Pizzo Alvano Vallo Lauro. Facendo scorrere in avanti le lancette dell’orologio turistico ed arrivando quindi alle odierne condizioni di piena fruibilità, non va quindi sottaciuto il ripristino degli impianti di risalita della stazione sciistica del Laceno, con il superamento da qualche giorno di tutti i test e collaudi degli impianti di risalita, dopo un’attesa di oltre nove anni. Oltre alla vocazione sportiva v’è da rilevare che il Laceno è la cassaforte naturale dal quale dipartono le sorgenti di tutti i fiumi irpini.
Un riconoscimento va ora indirizzato alla Regione Campania per aver attivato con la Delibera di G.R. N. 191/2026 il Piano Strategico Cultura e Turismo con una progettazione avvincente ed impegnativa dal titolo ” Le stagioni della Campania da giugno 2026 a maggio 2027. Programma di percorsi turistici di tipo culturale, naturalistico ed enogastronomico per la promozione turistica”. La novità della programmazione è costituita dalla possibilità di implementare ipotesi progettuali formate da un Comune Proponente, in veste di Capofila, e da una serie di Comuni partners del progetto che ne dovranno assicurare le caratteristiche per mezzo di “drivers” concatenati e conseguenziali.
Lo snellimento delle pastoie burocratiche è realizzato attraverso l’accentramento delle necessarie operazioni tipiche di ogni iniziativa turistica, che verranno svolte esclusivamente dal Comune Capofila , al servizio di tutti i Comuni aderenti al progetto, che a questo punto dovranno concentrarsi esclusivamente sulla realizzazione materiale delle iniziative esposte in sede di presentazione ed approvazione da parte della Regione Campania, della scheda-progetto da parte del Comune Capofila con attribuzione delle relative risorse finanziarie pro-quota. Accattivante e premiato da Palazzo S.Lucia, tra gli altri, il progetto che vede Atripalda quale Comune Capofila del progetto ” Irpinia Terra di Mezzo: Un viaggio integrato tra ambiente, luoghi, cultura e tradizioni della” Tavola” irpina nella Valle del Sabato. I “compagni” di viaggio? I Comuni di: Cesinali, S. Michele di Serino. Lucia di Serino. Stefano del Sole, Serino.
Elementi quali la pace, la tranquillità, la buona ricezione alberghiera ed extra-alberghiera, l’ottima qualità del cibo e del vino, l’accoglienza di un popolo ospitale, contraddistinguono una terra, una provincia d’Italia tutta ancora da scoprire : L’Irpinia, la Terra che sorprende !











