“Una luce nelle ore più buie”: Taurasi e Sant’Angelo all’Esca accolgono il vescovo di Kharkiv-Zaporizhzhia

Una testimonianza di fede, speranza e solidarietà ha unito l’Irpinia all’Ucraina ferita dalla guerra. È questo il significato profondo della visita di Mons. Pavlo Honcharuk, vescovo della diocesi di Kharkiv-Zaporizhzhia, accolto con affetto e partecipazione dalle comunità di Taurasi e Sant’Angelo all’Esca nell’ambito dell’iniziativa “Una Luce per la Pace”.

Dalla terra ucraina segnata dalle distruzioni del conflitto fino al cuore dell’Irpinia, il presule ha portato una toccante testimonianza di dolore, resilienza e speranza. Una presenza che ha lasciato un segno profondo nei fedeli e nei cittadini che hanno preso parte agli appuntamenti promossi dalla Parrocchia San Marciano Vescovo e dal Comune di Taurasi.

A suggellare il valore dell’incontro sono state le parole incise sulla targa donata dal sindaco di Taurasi, Antonio Tranfaglia, insieme al parroco don Alfonso Moriano: «Anche nelle ore più buie, una luce può continuare a brillare nel cuore degli uomini». Un messaggio che sintetizza il significato di una visita nata per rafforzare i legami di fraternità e vicinanza tra i popoli.

Nel corso del suo soggiorno, Mons. Honcharuk ha manifestato profonda gratitudine per il sostegno che la comunità irpina continua a dimostrare nei confronti del popolo ucraino. Un ringraziamento sincero rivolto a quanti, in questi anni, hanno contribuito con gesti concreti di solidarietà verso una popolazione che continua a vivere le conseguenze della guerra.

La visita è stata anche occasione per far conoscere al vescovo le bellezze storiche e culturali del territorio. Accompagnato dai rappresentanti locali, il presule ha visitato il Castello Marchionale, le chiese del paese e alcune delle storiche cantine di Taurasi. Particolare interesse ha suscitato in lui la figura di Carlo Gesualdo, di cui ha apprezzato la straordinaria vicenda umana e artistica, simbolo di una storia ricca di fascino e complessità.

Momento centrale della giornata è stata la celebrazione eucaristica, preceduta dalla Santa Messa officiata nella vicina Sant’Angelo all’Esca e poi culminata nella funzione solenne nella chiesa parrocchiale di Taurasi. Alla cerimonia hanno partecipato numerose autorità civili e militari, tra cui i sindaci dei due comuni, il vicesindaco di Mirabella Eclano e il maresciallo della locale stazione dei Carabinieri, insieme alle associazioni di volontariato del territorio, dalla Croce Rossa ai Fratres, fino al Gruppo di Preghiera Padre Pio.

Significativa anche la presenza dei bambini, protagonisti della tradizionale benedizione degli zaini all’inizio dell’anno scolastico, e della numerosa delegazione dell’Associazione Ucraini Irpini, che ha contribuito a rendere ancora più intenso il clima di condivisione e amicizia.

Tra i momenti più emozionanti, l’incontro tra Mons. Honcharuk e i cittadini ucraini residenti in Irpinia. Molti di loro hanno scelto di indossare gli abiti tradizionali del proprio Paese, trasformando l’evento in una festa di identità e appartenenza. Non sono mancati abbracci, parole di conforto e attimi di autentica commozione, mentre il vescovo ha salutato personalmente i presenti, dimostrando grande disponibilità e vicinanza.

Nella sua omelia, il presule ha richiamato con forza i valori cristiani della pace, della fraternità e della speranza, ribadendo l’importanza di non lasciarsi sopraffare dalla violenza e dall’odio. Parole intense, pronunciate da chi vive quotidianamente accanto a una popolazione provata dalla guerra, che hanno trovato ascolto e partecipazione nell’assemblea raccolta in preghiera.

Al termine della celebrazione, la comunità si è riunita in una suggestiva fiaccolata che ha attraversato il centro del paese fino a raggiungere la Villa Comunale. Qui Mons. Honcharuk, insieme ai sindaci presenti, ha partecipato alla piantumazione di un ulivo, simbolo universale di pace, riconciliazione e speranza.

Un gesto semplice ma carico di significato, destinato a custodire nel tempo il ricordo di una giornata speciale e dell’abbraccio che Taurasi e Sant’Angelo all’Esca hanno voluto riservare al popolo ucraino. L’ulivo rappresenterà così un segno concreto dell’impegno delle comunità locali nel promuovere la cultura della pace e della fratellanza tra i popoli.

A chiudere la serata è stato il commosso saluto di don Alfonso Moriano, che ha affidato alla preghiera il futuro dell’Ucraina e dei suoi cittadini. «Taurasi e Sant’Angelo all’Esca da oggi avranno un motivo in più per pregare il Signore per il grande popolo ucraino che l’Europa abbraccia con amore», ha affermato il parroco tra gli applausi dei presenti.

Un incontro intenso e partecipato che ha lasciato nella comunità irpina una testimonianza viva di fede e speranza, ricordando a tutti che anche nei tempi più difficili una luce può continuare a brillare e indicare il cammino verso la pace.