I costi di produzione schizzano alle stelle, trainati dal prezzo del carburante agricolo. C’è una distanza assurda tra l’agricoltura raccontata e la crisi che si respira tra i filari.
In Irpinia, terra delle tre prestigiose DOCG, una qualità eccellente si scontra con uno scenario economico preoccupante, se per fare un litro di vino il carburante costa più dell’uva stessa.
E la grandine ha fatto il resto, abbattendosi sui grappoli in fase di maturazione.
Di fronte al rischio concreto di un abbandono dei vigneti e di un ridimensionamento del tessuto rurale irpino, per dare sostegno immediato alle aziende agricole, la maggiorazione del gasolio agricolo agevolato non puó più essere un intervento d’emergenza una tantum.
Questa iniziativa va sostenuta con forza e resa strutturale.
Deve diventare una misura permanente, sempre, senza se e senza ma. Ed è comunque il minimo. Finché berremo vino di lusso senza capire che chi produce quel vino è in difficoltà, ogni brindisi sarà un insulto a chi mantiene in vita le nostre campagne.





















