Procida è la Capitale italiana della cultura per il 2022

Procida ha sempre avuto un destino amaro, schiacciata da Capri e da Ischia. E’ sembrata sempre una sorta di terzo incomodo tra le più famose isole flegree prospicienti a Napoli e a fare da corollario al suo golfo.

Eppure agli occhi del visitatore che arriva con l’unico mezzo possibile rappresentato da un traghetto o da un aliscafo si apre una vista che impatta con la retina a tal punto da farla diventare memoria per gli anni a venire.

Il colore del borgo marinaro è ciò che si imprime immediatamente nei neuroni del visitatore insieme alla bellezza struggente di un mare protetto e tutelato.

Non era scontato vista la concorrenza agguerrita ma la commissione presieduta dal prof. Stefano Baia Curioni ha scelto Procida come Capitale italiana della cultura per l’anno 2022 dopo una attenta valutazione del dossier di candidatura dal suggestivo titolo di ‘Procida, La cultura non Isola’ .

Il titolo è stato istituito nel 2014 ed è tradizionalmente di durata annuale.

Il riconoscimento di Capitale italiana della cultura è stato fin qui detenuto dalle città di Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena – che hanno condiviso l’esperienza nell’edizione d’esordio che ha attribuito il titolo alle finaliste del titolo di capitale europea della cultura vinto da Matera per il 2019 – da Mantova (2016), da Pistoia (2017) e da Palermo (2018).

Non assegnato nel 2019, anno in cui Matera è stata Capitale europea della cultura, è stato attribuito a Parma per il 2020 poi esteso anche al 2021 a causa dell’emergenza sanitaria. Per il 2023 saranno Bergamo e Brescia a condividere il titolo di Capitali italiane della cultura, una scelta voluta dal parlamento a favore dei territori duramente colpito dalla prima fase emergenziale.

In tale dossier viene evidenziata come “la terra isolana è luogo di esplorazione, sperimentazione e conoscenza, è modello delle culture e metafora dell’uomo contemporaneo. Potenza di immaginario e concretezza di visione ci mostrano Procida come capitale esemplare di dinamiche relazionali, di pratiche di inclusione nonché di cura dei beni culturali e naturali”.

Palazzo D’Avalos, diventato nel tempo un luogo di pena carceraria, le sue spiagge, i suoi luoghi diventati location di film importanti come “il Postino”, nel quale Massimo Troisi fa la sua ultima apparizione come attore prima della morte avvenuta dopo pochi giorni, la sua ospitalità di comunità tipicamente marinara, fanno da giusto sfondo ad una proposta di altissimo livello capace di evidenziare come la cultura possa effettivamente essere un veicolo di crescita civile ed economica.

Ovviamente il sostegno degli enti locali e della regione Campania, in particolare, nonchè quello del mondo dell’impresa privata, la straordinaria e meravigliosa emergenza paesaggistica, la volontà di farne un laboratorio di diffusione tecnologica coniugata una comunità che non intende rassegnarsi all’isolamento sono stati elementi fondanti di una scelta che ha consentito di giungere alla proclamazione annunciata dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini alla presenza dei sindaci delle dieci città finaliste: Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo, Procida, Taranto, Trapani, Verbania, Volterra.

Il Ministro ha sottolineato come la scelta di Procida sarà di accompagnamento nell’agognato anno della ripartenza e della rinascita diventando un testimone ed un segnale per guardare con maggiore serenità al futuro dopo gli anni della pandemia complicati per tutti soprattutto nel settore turistico.

Ovviamente la comunità isolana ha accolto la notizia con entusiasmo che il dinamico sindaco Raimondo Ambrosino ha voluto sintetizzare in una dichiarazione che lo rende una punta di diamante sul terreno di uno sviluppo a rete in una regione Campania che sta cercando nuove strade ed itinerari di crescita virtuosa.
Seguiremo Procida, augurandole un successo planetario.




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