TRATTAMENTI DI INTEGRAZIONE SALARIALE AI SENSI DEL DL 104/2020 (CD. DECRETO DI AGOSTO)

L’INPS ha finalmente chiarito alcuni aspetti oscuri degli ammortizzatori sociali di cui al DL 104/2020 (c.d. Decreto Agosto).

I documenti di riferimento sono la circolare n. 115 del 30.9.2020 e il messaggio n. 3525 dell’1.10.2020, che integrano il precedente messaggio 3131 del 21.8.2020 che però si limitava ad illustrare la nuova norma, senza chiarirne la portata.

Cosa dicono, in sintesi.

Chi può chiedere gli ammortizzatori

I Datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività per cause imputabili al Covid-19 possono chiedere il nuovo periodo di trattamenti di integrazione salariale, anche se non hanno utilizzato ammortizzatori sociali per periodi fino al 12.7.2020 o anche se li hanno utilizzati solo in parte.

Durata ammortizzatori

Il trattamento di integrazione salariale di riferimento sarà di 9 settimane, alle quali si possono aggiungere ulteriori 9 settimane, a condizione che sia stato interamente autorizzato e fruito il primo periodo. La durata massima dei trattamenti sarà quindi di 18 settimane, la cui fruizione dovrà concludersi in ogni caso entro il 31.12.2020. I periodi di integrazione salariale già richiesti ed autorizzati ai sensi delle precedenti normative, che si collocano anche solo parzialmente in periodi successivi al 12.7.2020 sono imputati, limitatamente ai periodi successivi a tale data (quindi dal 13.7.2020) alle prime 9 settimane di cui al DL 104/2020.

Domande già presentate

Un’ azienda che è già stata autorizzata per un periodo di trattamento di integrazione salariale successivo al 12.7.2020, potrà chiedere di fruire solo del periodo mancante (es. ne ha autorizzate 3, quindi ne ha ancora 6).

Un’ azienda che ha chiesto il trattamento di integrazione salariale per periodi successivi al 12.7.2020, ma non è stata ancora autorizzata, l’istanza sarà valutata alla luce della nuova normativa, quindi per le nuove 9 settimane.

Le aziende che, una volta esaurito il trattamento di integrazione salariale precedente, abbiano utilizzato la causale ordinaria, potranno trasmettere all’INPS una comunicazione tramite cassetto previdenziale nella quale chiedono la conversione della causale da ordinaria a Covid-19.

Le imprese in CIGS

Le imprese che alla data del 13.7.2020 avevano in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario e che devono sospendere il programma di CIGS per interruzione dell’attività lavorativa legata al Covid possono accedere al trattamento di integrazione salariale ordinario, per una durata massima di 18 settimane (9+9) per periodi dal 13.7.2020 al 31.12.2020, a condizione che rientrino in un settore per il quale sussista il diritto di accesso alla prestazione di cassa ordinaria. Sarà comunque necessario richiedere la sospensione del programma CIGS al Ministero, con le stesse modalità già previste dalla circolare INPS 47/2020. La causale sarà “COVID-19 nazionale – sospensione CIGS”.

Modalità di fruizione

Il legislatore di fatto azzera il conteggio delle settimane riferite alla pregressa disciplina. Quindi le aziende che avevano periodi sfalsati legati alle c.d. zone rosse o zone arancio, che per queste ultime zone non avevano ancora utilizzati tutti i periodi di CIG, avranno un livellamento del trattamento.​

Inoltre il periodo di CIG fa riferimento al periodo temporale di richiesta e non all’effettivo utilizzo. Pertanto, una volta che le prime 9 settimane siano state richieste ed autorizzate, i datori di lavoro potranno richiedere le ulteriori 9 anche se non avranno fruito (in tutto o in parte) la CIG nel periodo richiesto.

Anzianità di servizio dei lavoratori

Non è richiesta una anzianità di servizio minima. Potranno accedere al trattamento di integrazione salariale i lavoratori che risulteranno assunti alla data del 13.7.2020.

Causale

La causale del trattamento per le prime 9 settimane sarà sempre “Covid-19 nazionale”. Mentre per le ulteriori 9 settimane la causale sarà “Covid-19 – fatturato” in quanto il pagamento o meno del contributo addizionale è legato al fatturato aziendale.

Fatturato: comparazione 1° semestre 2020 con 1° semestre 2019

Mentre le prime 9 settimane non richiedono il pagamento di alcun contributo addizionale, le ulteriori 9 settimane legano la debenza o meno del contributo addizionale al dato di fatturato. La misura del contributo addizionale sarà pari al 9% per le imprese che hanno avuto una riduzione del fatturato inferiore al 20%, mentre è pari al 18% per le imprese che non hanno avuto una riduzione del fatturato. Non sarà invece dovuto alcun contributo addizionale dalle imprese che hanno subito una riduzione del fatturato di almeno il 20% o che hanno avviato l’attività di impresa dopo l’1.1.2019 (si deve tenere conto della data di inizio attività di impresa comunicata alla CCIAA e quindi fare riferimento alla data di inizio dell’attività di impresa riferita al codice fiscale dell’azienda e non alla data di apertura della matricola aziendale). La domanda andrà quindi accompagnata da una autocertificazione relativamente al fatturato, resa ai sensi di quanto previsto dall’articolo 47 del D.P.R.28 dicembre 2000, n. 445. Queste disposizioni si applicano anche per le imprese che decidono di sospendere la CIGS per accedere alla cassa ordinaria.

Consultazione sindacale e accordi

La disciplina è immutata. Sarà quindi necessaria la consultazione, da effettuare anche in via telematica. Per le CIGD saranno necessari anche gli accordi, salvo che per le imprese fino a 5 dipendenti.

Neutralità del periodo

La disciplina è immutata. Il periodo di Cassa Covid non è computabile ad altri periodi di trattamento di integrazione salariale. Pagamento del trattamento La disciplina è immutata. I trattamenti ordinari prevedono l’anticipo da parte dell’azienda, ferma la possibilità di richiedere il pagamento diretto in caso di motivate difficoltà finanziarie dell’impresa (per le quali però non è richiesta alcuna produzione documentale), mentre i trattamenti in deroga prevedono il pagamento diretto da parte di INPS. Per le aziende che optano per il pagamento diretto da parte dell’INPS è ancora possibile richiedere l’anticipazione del 40%. Le modalità e i termini per comunicare i dati utili all’anticipazione restano gli stessi delle domande precedenti.

Slittamento del termine

L’articolo 1, comma 3, lettera b) Decreto Legge n. 125 del 7 ottobre 2020 ha prorogato il termine per la presentazione delle istanze relative ai mesi di luglio e agosto 2020 dal 30.9.2020 al 31.10.2020. Pertanto, le aziende che non hanno richiesto il trattamento perché non avevano ancora chiara la portata della norma, potranno ancora farlo, andando a rivedere i cedolini già emessi e relative dichiarazioni obbligatorie.

Per i periodi successivi la domanda dovrà essere presentata entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di Cassa. Mentre i dati necessari al pagamento diretto da parte di INPS dovranno essere forniti entro la fine del mese successivo a quello di fruizione o, se posteriore entro 30 gg dalla notifica del provvedimento di concessione.

Barbara Masserelli e Alberto Sampietro

Per i periodi successivi la domanda dovrà essere presentata entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di Cassa. Mentre i dati necessari al pagamento diretto da parte di INPS dovranno essere forniti entro la fine del mese successivo a quello di fruizione o, se posteriore entro 30 gg dalla notifica del provvedimento di concessione.

Per i periodi successivi la domanda dovrà essere presentata entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di Cassa. Mentre i dati necessari al pagamento diretto da parte di INPS dovranno essere forniti entro la fine del mese successivo a quello di fruizione o, se posteriore entro 30 gg dalla notifica del provvedimento di concessione.

Inoltre il periodo di CIG fa riferimento al periodo temporale di richiesta e non all’effettivo utilizzo. Pertanto, una volta che le prime 9 settimane siano state richieste ed autorizzate, i datori di lavoro potranno richiedere le ulteriori 9 anche se non avranno fruito (in tutto o in parte) la CIG nel periodo richiesto. Anzianità di servizio dei lavoratori Non è richiesta una anzianità di servizio minima. Potranno accedere al trattamento di integrazione salariale i lavoratori che risulteranno assunti alla data del 13.7.2020. Causale La causale del trattamento per le prime 9 settimane sarà sempre “Covid-19 nazionale”. Mentre per le ulteriori 9 settimane la causale sarà “Covid-19 – fatturato” in quanto il pagamento o meno del contributo addizionale è legato al fatturato aziendale. Fatturato: comparazione 1° semestre 2020 con 1° semestre 2019 Mentre le prime 9 settimane non richiedono il pagamento di alcun contributo addizionale, le ulteriori 9 settimane legano la debenza o meno del contributo addizionale al dato di fatturato. La misura del contributo addizionale sarà pari al 9% per le imprese che hanno avuto una riduzione del fatturato inferiore al 20%, mentre è pari al 18% per le imprese che non hanno avuto una riduzione del fatturato. Non sarà invece dovuto alcun contributo addizionale dalle imprese che hanno subito una riduzione del fatturato di almeno il 20% o che hanno avviato l’attività di impresa dopo l’1.1.2019 (si deve tenere conto della data di inizio attività di impresa comunicata alla CCIAA e quindi fare riferimento alla data di inizio dell’attività di impresa riferita al codice fiscale dell’azienda e non alla data di apertura della matricola aziendale). La domanda andrà quindi accompagnata da una autocertificazione relativamente al fatturato, resa ai sensi di quanto previsto dall’articolo 47 del D.P.R.28 dicembre 2000, n. 445. Queste disposizioni si applicano anche per le imprese che decidono di sospendere la CIGS per accedere alla cassa ordinaria. Consultazione sindacale e accordi La disciplina è immutata. Sarà quindi necessaria la consultazione, da effettuare anche in via telematica. Per le CIGD saranno necessari anche gli accordi, salvo che per le imprese fino a 5 dipendenti. Neutralità del periodo La disciplina è immutata. Il periodo di Cassa Covid non è computabile ad altri periodi di trattamento di integrazione salariale. Pagamento del trattamento La disciplina è immutata. I trattamenti ordinari prevedono l’anticipo da parte dell’azienda, ferma la possibilità di richiedere il pagamento diretto in caso di motivate difficoltà finanziarie dell’impresa (per le quali però non è richiesta alcuna produzione documentale), mentre i trattamenti in deroga prevedono il pagamento diretto da parte di INPS. Per le aziende che optano per il pagamento diretto da parte dell’INPS è ancora possibile richiedere l’anticipazione del 40%. Le modalità e i termini per comunicare i dati utili all’anticipazione restano gli stessi delle domande precedenti. Slittamento del termine L’articolo 1, comma 3, lettera b) Decreto Legge n. 125 del 7 ottobre 2020 ha prorogato il termine per la presentazione delle istanze relative ai mesi di luglio e agosto 2020 dal 30.9.2020 al 31.10.2020. Pertanto, le aziende che non hanno richiesto il trattamento perché non avevano ancora chiara la portata della norma, potranno ancora farlo, andando a rivedere i cedolini già emessi e relative dichiarazioni obbligatorie.​Per i periodi successivi la domanda dovrà essere presentata entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di Cassa. Mentre i dati necessari al pagamento diretto da parte di INPS dovranno essere forniti entro la fine del mese successivo a quello di fruizione o, se posteriore entro 30 gg dalla notifica del provvedimento di concessione.

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