BUON ANNO A TUTTI, CON IL CUORE E CON LA TESTA, DA FMPI E DA IMPRESINFORMA

Giuseppe Fontanarosa

Quest’anno che sta per volare via si era presentato con la speranza di uscire rapidamente dalla pandemia riveniente dal Covid-19 con la consegna dei primi vaccini che, a loro volta, dopo una fine anno che aveva purtroppo ribadito le norme stringenti alla base dell’indimenticabile lockdown della primavera del 2020, si sono rivelati un indispensabile ed imprescindibile aiuto, non solo per garantire la salute dei cittadini, ma anche per rilanciare le attività economiche e produttive.

Il 2021 ha regalato il cambio della guardia al governo del Paese, passando da Giuseppe Conte all’agognato Mario Draghi, un’indimenticabile ed incredibile estate di grandi successi sportivi, un autunno in cui gli sforzi fatti sembravano aver garantito all’Italia la possibilità di affrontare i mesi seguenti con la guardia sempre alzata, ma con la serenità e la determinazione necessarie per progettare il futuro, un P.i.l. cresciuto di oltre il 6%, tale da compensare quasi la perdita dell’intero 2020, pari ad un terribile -9%.

Ma, evidentemente, non poteva di certo continuare così bene ed infatti, a ricordare a tutti che la guerra contro il Covid non poteva essere terminata ha provveduto una ennesima variante del virus originario, dal nome classicheggiante preso dall’alfabeto greco, omicron.

Nicola Di Iorio

Questa variante, frutto a quanto pare di ben trentasei mutazioni del virus originario, ha cominciato a dilagare in tutta Europa, in Austria, in Germania, in Gran Bretagna, in Francia fino ad approdare in una Italia che, sebbene vaccinata quasi all’85% della propria popolazione, ha cominciato ad avvertire le difficoltà di adattarsi nuovamente alla nuova aggressione.

Fortunatamente è migliorata, sia per qualità che per tempistica, la capacità di risposta, del sistema sanitario, di quello governativo, centrale e regionale, e del sistema produttivo.

Una capacità che l’Italia si è ritrovata, suo malgrado, in quanto forgiatasi, purtroppo fin dal 2020, nel braciere infernale e doloroso di oltre 140.000 morti

Il delirio no-vax è servito solo a capire che in Italia non tutti remano nella stessa direzione, quasi come se questo movimento, intriso anche di becera politicuccia di cortile, facesse il tifo per il virus invitandolo ad assassinare tutti.

Gli italiani hanno dimostrato, come sempre, che se messi con le spalle al muro sanno reagire alla grande avendo come unica necessità quella di trovare l’ennesimo Furio Camillo.

Non so se Mario Draghi possa essere paragonato alla leggendaria guida romana ma sta di fatto che il metodo di puntare ai risultati concreti ha cominciato a pagare facendo emergere nuove e più costruttive sfide come il PNRR, le ipotesi di riforme in vari settori e le nuove misure di contrasto al Covid che hanno fatto recuperare, nel tempo, sempre maggiori spazi di libertà e di capacità di rilancio dell’economia italiana.

FMPI, anche in questo anno che sta per chiudersi, ha cercato di mantenere ferma la propria missione primaria: essere al fianco delle imprese e dei professionisti associati. La federazione è cresciuta in termini dimensionali, è cresciuta in termini di servizi offerti ed è cresciuta anche nella considerazione del mondo delle istituzioni, centrali e periferiche.

Fmpi ha potuto crescere grazie alla scelta fatta a suo tempo da Giuseppe Fontanarosa di edificare un’associazione a rete e federale, rispettosa dei territori, dove ognuno è padrone di se stesso con l’unico vincolo di perseguire identici fini e di credere in identici valori.

Questa fiaccola è vivificata, ogni giorno, da una presidente onnipresente e altamente motivante, Antonina Terranova che è la espressione più vera ed originale di una trinacria meravigliosa. Insieme a Giuseppe e ad Antonina è cresciuto l’intero sistema nazionale di FMPI, fatto di energie, di vitalità, di volontà e di intelligenze non comuni e provenienti da ogni parte d’Italia

Antonina Terranova

In fondo FMPI vuole essere anche un messaggio positivo, rivolto ad un’Italia moderna e funzionante, con un contenuto caratterizzato dal rispetto reciproco, dalla valorizzazione delle singole culture e delle individue storie che, a loro volta, però hanno la consapevolezza che la vera forza è quella di ritrovarsi sempre insieme, come le dita della mano, pronte a dare forza e vigore ad ogni movimento, soprattutto nel momento del bisogno e della necessità.

FMPI è ottimista per il futuro perchè l’Italia non è una nazione qualunque ma è una striscia di terra dove la storia di tanti popoli ha contribuito a forgiare un cuore unico che pulsa al ritmo della solidarietà, del genio e della capacità di fare impresa.

FMPI continua a credere in questo cuore, a cui intende dare forza irrorandolo delle energie e delle volontà di tutti, per migliorare la vita di ognuno, imprenditori, professionisti, lavoratori, governanti, sindacati, associazioni.

Rispettando sempre tutti!

FMPI è fatta così ed è giustamente gelosa di queste caratteristiche che, se del caso, verranno difese anche nelle traversie e nelle difficoltà che ovviamente, come per tutti, non mancheranno. Ma la Federazione è convinta di avere le chiavi giuste per uscire da ogni difficoltà.

I mesi che verranno saranno, è facile prevederlo in quanto il cantiere di FMPI è perennemente aperto, altrettanto colmi di di espansioni, di eventi, di iniziative, di programmi, importanti da ideare, costruire e seguire, così come è stato per l’anno che sta volgendo al termine.

FMPI intende collaborare ad ammodernare il Paese, a partire dal mondo del lavoro, concentrando l’attenzione sul miglioramento della qualità della vita nelle singole imprese, di ogni dimensione e tipologia, nel rispetto di tutti i soggetti in esso impegnati, riservando un’attenzione, crescente e non di maniera, alla sicurezza sui posti di lavoro per evitare che un padre, una madre, un fratello o un figlio escano di casa per andare a guadagnare la propria vita senza farne poi ritorno.

E’ un impegno che il mondo del lavoro occidentale non può non assumere ed FMPI farà di tutto per non far dimenticare che una impresa ha anche una responsabilità sociale da perseguire.

Ecco: come sempre, tutta la Federazione Medie e Piccole Imprese, guidata da menti illuminate, capaci e professionali, di ogni provenienza e di ogni fede, politica, religiosa e, perchè no, anche sportiva, si impegna a ricambiare la fiducia che il mondo delle imprese e quello delle autorità di governo, centrali e periferiche, hanno riservato ad essa in questo anno che si chiude, continuando a migliorare e qualificare sempre meglio la propria presenza nel mondo del lavoro e la propria capacità di erogare servizi moderni, innovativi e non scontati.

“Non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”, il motto di Seneca è il cemento su cui si poggiano le fondamenta della Federazione che ha individuato da sempre il proprio obiettivo nella crescita costante dell’associazione nell’interesse esclusivo degli aderenti. Questa è la vela di FMPI che non conosce venti contrari. L’obbiettivo è alla portata di FMPI e verrà raggiunto.

FMPI è convinta che il rispetto del ruolo delle piccole e medie imprese, vera ossatura dell’economia italiana, sia l’architrave su cui poggiare un nuovo sviluppo, sostenibile, responsabile, radicato e competitivo: mai come ora.

Infine, mi si lasci a questo punto la possibilità, nel ruolo di direttore responsabile di Impresinforma – portale informativo di FMPI- anche a nome della magnifica struttura organizzativa centrale ed articolata di FMPI (Fausto Perna, Sergio Accardo, Anna Sorrentino, Diana Ciotu, Susy Panico, Marco Romano, Alfonso Elefante, Marilisa Cervone, Giuseppe Napolitano, Antonio Abbate e Giovanni Toscano) e delle 61 sedi territoriali, in rapida e costante espansione, di allargare braccia, mente e cuore per avvolgere tutti in un immenso e caloroso augurio circolare per un grande 2022, con l’augurio di tenerci tutti sempre stretti per mano, da Campione d’Italia a Pantelleria, magari brindando con un grande Taurasi docg.

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