Gaetano Panico, segretario regionale di UGL Campania: coralità nelle scelte per il benessere dei cittadini e dell’economia campana

Delle recenti vicende campane, sanitarie, economiche e sociali ne abbiamo parlato con Gaetano Panico, segretario regionale dell’UGL.

Gaetano Panico, segretario regionale UGL Campania

Il Covid-19, in questa seconda ondata sta colpendo in modo virulento ed in una forma più aggressiva rispetto alla primavera quando, invece, il contagio era stato contenuto in dimensioni più ridotte.

I numeri del contagio in Campania sono davvero molto preoccupanti e il trend non induce ad essere molto ottimisti per i prossimi giorni. Sono anche preoccupato per la tenuta complessiva degli ospedali campani che rischiano di essere travolti da una nuova ondata di ricoveri. Fortunatamente in Campania abbiamo strutture sanitarie di eccellenza nazionale con medici e personale sanitario il cui livello professionale ed umano non è secondo a nessuno. Per la verità ciò che non può far stare tranquilli è la tenuta sociale della Campania che, in assenza di più decisi ed incisivi interventi, nazionali e regionali, rischia di diventare una vera polveriera, non solo a Napoli ed in Campania ma anche nel resto d’Italia.

La sanità in Campania è stata sempre al centro di discussioni e polemiche, come se lo spiega?

Purtroppo, la sanità in Campania è stata sempre storicamente utilizzata dalla politica più becera e meschina per fini che nulla avevano a che fare con il benessere della collettività. Solo da poco tempo la Regione Campania è uscita da una fase di commissariamento nel settore della sanità. Uscirne non è stato affatto semplice. Infatti, per poter ottenere tale risultato sono stati operati tagli lineari dolorosi che hanno fatto registrare, in tutta la regione, una notevole diminuzione dei posti letti, la chiusura di alcuni plessi ospedalieri e una riorganizzazione complessiva dei servizi sanitari sul territorio che non sempre ha rispettato le reali necessità e il benessere dei cittadini campani. La medicina territoriale sembra essere oggi ancora la vera cenerentola ed invece ritengo che possa diventare, insieme ai presidi farmaceutici e ai laboratori, la vera risorsa da utilizzare per rendere più efficace ogni azione a tutela della salute. I medici di famiglia, se messi in condizione di operare in sicurezza, cosa che oggi non è, sono una delle chiavi per arginare e ridurre una pandemia che non vuole lasciarci in pace.

Come giudica il ruolo che sta esercitando la regione Campania nelle politiche di contrasto al Covid-19?

Bisogna riconoscere che il presidente De Luca ha svolto un lavoro di grande efficacia, anche mediatica, nella prima fase della pandemia. Tuttavia, in queste ultime settimane si registra un appesantimento, unita a qualche contraddittorietà, dell’azione del presidente De Luca, emersa a partire dalla fine di agosto, complice anche la distrazione obbligata della tornata elettorale che ha visto lo stesso presidente De Luca essere riconfermato alla guida della regione con una maggioranza degna dei tempi della mitica Bulgaria. Tuttavia, le elezioni sono passate ed è necessario che il presidente riprenda il filo del ragionamento con l’intera regione evitando di alzare inutili steccati ma chiedendo una collaborazione di cui, oggettivamente, ha bisogno. Rinchiudersi nella torre eburnea delle proprie certezze è un errore i cui costi ricadrebbero inevitabilmente sui cittadini campani. Mi ha colpito molto la sua recente conferenza stampa in cui annunciava un lockdown regionale con toni e tempi degni di una dichiarazione di guerra. Mi sono meravigliato che prendesse tale decisione senza immaginare, come per la verità aveva fatto in primavera, una serie di misure socio-economiche idonee a garantire livelli minimi di qualità di vita alla popolazione, ai lavoratori e alle imprese. Alle sue richieste di un piano di aiuti, il Governo ha risposto picche costringendolo a rivedere in modo significativo i suoi intendimenti. A questo punto delle due l’una, o il Governo gli ha fatto uno sgambetto in rappresaglia di qualcuno ricevuto in precedenza o effettivamente la richiesta era stata formulata senza tener presente il contesto generale. In entrambi i casi non ci si trova nel campo delle attenuanti. Probabilmente il presidente De Luca, oggi più di ieri, ha necessità di nominare, in seno alla Giunta regionale, un assessore alla sanità che lo supporti e lo aiuti. Altre regioni lo hanno fatto rivolgendosi a veri esperti di settore. Questo non è il tempo delle prime donne, questo è il tempo della coralità e dell’aiuto reciproco. Non si governa una regione con le prediche da una televisione. La regione va governata attraverso un continuo scambio di idee ed opinioni con tutti i protagonisti reali che ci sono sul territorio. Ugl da sempre si è dichiarata pronta e disponibile a profondere il massimo dell’impegno per rappresentare il proprio mondo e per aiutare la Pubblica Amministrazione nella complicata azione di “messa a terra” delle programmazioni e pianificazioni condivise nell’interesse esclusivo dei cittadini e dell’economia campana. Io vorrei suggerire al presidente De Luca di annunciare le proprie decisioni solo quando abbia la certezza di poterle eseguire e che le decisioni vengano assunte guardando la Campania nella sua complessità e diversità. Probabilmente un atto di amministrazione e di governo ha un significato ed un impatto diverso se applicato a Napoli e nel suo hinterland rispetto ad un piccolo borgo del Sannio o dell’Irpinia, per fare un esempio. E’ uno sforzo che De Luca e i suoi collaboratori sono chiamati a fare.

Dopo la conferenza stampa di De Luca, a Napoli è esplosa la contestazione …   

Al di là di considerazioni di carattere sociologiche, io, unitamente all’organizzazione sindacale che rappresento, non solidarizzo di certo con chi fomenta la violenza, ma sicuramente mi sento vicino alle persone, ai lavoratori, ai professionisti e alle imprese che, contestando i singoli provvedimenti nazionali e regionali, denunciano civilmente la propria difficoltà. UGL non farà mai mancare il proprio sostegno a questi cittadini e a queste categorie. Le preoccupazioni, le ansie e le speranze dei cittadini sono anche le mie e, pertanto, sono convinto che è necessario intervenire con assoluta urgenza per mettere in campo misure di sollievo e aiuto. Il decreto “Ristori” del Governo Conte non mi sembra sia sufficiente, soprattutto sul fronte dello snellimento della burocrazia per la concessione della cassa integrazione, che andrebbe migliorata anche in termini di importo, e sul fronte della libertà dei licenziamenti che mi auguro possa essere prorogata almeno per ulteriori sei mesi. Alla seconda ondata della pandemia, in tutta onestà, l’Italia è arrivata impreparata. Su alcuni fronti tale impreparazione è emersa in modo forte, come su quello dei trasporti e della scuola. Se non si corre ai ripari, in Italia ed in Campania, non è difficile prevedere come la rabbia, la povertà e la preoccupazione possano fare da detonatore a contestazioni e proteste ancora più virulente. Napoli non è una città qualsiasi, la sua nobile ed antica storia lo dimostra. Ma Napoli diventa implacabile nemica quando dovesse accorgersi che viene presa in giro. Questo non deve accadere e UGL sarà attenta e vigile su questo versante.

Il fronte dell’economia sembra essere di difficile interpretazione in Campania

Indubbiamente, in campo economico, le difficoltà storiche campane si sommano a quelle, anche recenti, italiane. Non posso non esprimere la mia preoccupazione, e quella dell’UGL regionale, per le tante avvisaglie negative che ci sono. L’Organizzazione sindacale che mi onoro di rappresentare non vuole far mancare il proprio contributo di proposta responsabile, pertanto, propone al Presidente De Luca di istituire immediatamente un tavolo permanente, insieme alle parti sociali ed economiche presenti in Campania, nel quale confrontarci, in modo costruttivo, trasparente e democratico, sulle politiche sociali ed economiche dell’ente regionale anche per preparare il terreno alle proposte da mettere in campo per l’utilizzo delle risorse europee, dal Recovery Fund, al Sure e al famigerato, ma modificato, Mes. Ovviamente, spero che De Luca abbia la mia stessa consapevolezza che le parate, le liturgie e le decisioni, prese senza ascolto, non servono più, ma servono luoghi di decisioni comuni e condivisi, se possibile. Ugl sta dimostrando da tempo, sia sul piano nazionale che su quello regionale, di essere pronta alle nuove sfide che la pandemia sta proponendo, sfide che già si annunciavano in epoca pre-covid e che il virus ha solo accelerato, nell’esclusivo interesse dei cittadini e dei lavoratori campani. Sono molto angustiato e preoccupato per la tenuta del nostro tessuto industriale pieno di situazioni di crisi, se ne censiscono ormai oltre 120 a cominciare dalla Whirlpool Napoli sulla cui vicenda il Governo rischia di rimetterci la faccia, che non possono di certo essere dimenticate che, invece, andrebbero affrontate con lo stesso piglio decisionista con cui si affronta la pandemia. Non ci sottrarremo mai, per quanto ci riguarda, ad ogni confronto serrato e scrupoloso con l’intenzione di creare un fertile e fecondo terreno di dialogo. Ovviamente, saremo inflessibili ed attenti se dovessimo accorgerci e riscontrare chiusure immotivate. Non abbiamo molto tempo davanti per risollevare le sorti di questa bellissima ed amata terra, ma quello che abbiamo utilizziamolo tutto e bene. Lo dobbiamo alla Campania e ai suoi cittadini.

Grazie segretario e buon lavoro

Grazie a lei.