IL P.I.L. e l’occupazione resistono. Ma ora è il tempo delle decisioni

L’Istat ci restituisce la stima del prodotto interno lordo (Pil), con riferimento al terzo trimestre 2020, che certifica essere aumentato del 16,1% rispetto al trimestre precedente.

Nicola Di Iorio

Il rimbalzo evidente che l’economia italiana registra nel terzo trimestre dell’anno è quindi decisamente superiore anche alle stime degli analisti e dello stesso governo. Infatti, l’esecutivo ipotizzava una crescita di poco superiore al 13%, che avrebbe consentito di recuperare la caduta del secondo trimestre. Addirittura la Banca d’Italia aveva indicato una possibile crescita del 12%.

Al rimbalzo hanno contribuito tutti i comparti economici, dall’agricoltura alla silvicoltura alla pesca all’industria e ai servizi con un traino della domanda sia da quella nazionale che dalla componente estera.

Tuttavia, a causa del crollo dei precedenti due trimestri dell’anno, nel confronto con il terzo trimestre del 2019 la variazione resta negativa nella misura del 4,7%. Comunque l’evidente recupero del terzo trimestre riporta il Pil italiano ai livelli del 2015.

Sul fronte degli occupati, a settembre, il loro numero, secondo l’Istat, risulta sostanzialmente stabile rispetto al mese precedente.

La sostanziale stabilità dell’occupazione (+ 6mila unità) è la conseguenza dell’aumento dell’occupazione femminile, dei dipendenti a tempo indeterminato e degli over50. Nel complesso il tasso di occupazione sale al 58,2% (+0,1 punti percentuali).

Insomma, l’Italia non intende certamente soccombere e resiste, tra canti sui balconi e con le fabbriche che funzionano a pieno ritmo.

Ma ora siamo ad un nuovo bivio. Il Covid-19, approfittando di numerosi errori, sta mordendo in modo virulento e necessitano nuove limitazioni per impedirne la circolazione incontrollata.

Il Governo Conte, tra prudenze e fughe in avanti di qualche presidente di regione, è costrette ad assumere decisioni non semplici. Ma che lo faccia in fretta. La linea Maginot in Francia, considerata inespugnabile, fu aggirata dai carri armati tedeschi e in Italia nemmeno l’abbiamo la linea Maginot.