Quanto è facile manipolare i giovani?


Non molti sanno che all’interno del nostro cervello è costantemente in atto una sfida a braccio di ferro tra due organi: la corteccia del lobo frontale e l’amigdala, i quali controllano rispettivamente la ragione e le emozioni.

Nella prima parte della nostra vita è quasi esclusivamente l’amigdala a processare le informazioni che il nostro cervello riceve, gestendo qualsiasi nostra azione.

Pian piano che si cresce però, la funzione centrale dell’amigdala nel processo decisionale viene sempre più contrastata dal lobo frontale, che a differenza dell’amigdala non è ancora pianamente sviluppato al momento della nostra nascita prima dei 25 anni.

Questa diminuzione dell’influenza dell’amigdala continua anche dopo il pieno sviluppo del lobo frontale e si può riscontrare facilmente nei nostri comportamenti: l’amigdala gestisce le nostre reazioni a situazioni di pericolo e supporta la nostra memoria, per questo crescendo siamo meno inclini agli spaventi e troviamo più difficoltà nel processo di memorizzazione di informazioni.

Ma in fondo, anche se non si è ben consapevoli di tutto questo, è risaputo che i bambini sono sensibili, adolescenti e giovani adulti sono ferventi idealisti e gli adulti freddamente razionalisti.

Insomma, il messaggio per i più giovani è questo: la prossima volta che ascolterete un discorso che vi scuoterà nell’animo e vi toccherà le corde del cuore, chiedetevi se la persona che sta tenendo quel discorso sia consapevole dell’effetto amplificato che le sue parole hanno su di voi.

E chiedetevi anche: “I sentimenti che sto provando in questo momento, perdureranno nel tempo?” perché purtroppo nessuno potrà mai togliere loro la libertà di sfruttare la retorica a proprio vantaggio, ma per fortuna nessuno potrà mai neanche togliere a noi la libertà di riflettere

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