LA VITA, TRA DEDIZIONE E IMPEGNO

Carlotta Rossignoli, recentemente laureata in medicina all’università San Raffaele di Milano, è recentemente finita nel fuoco incrociato degli elogi e delle critiche di tutta Italia.

Tutto ha inizio il 29 ottobre 2022, quando sul Corriere Della Sera viene pubblicato un articolo riguardante la ventitreenne veronese, articolo che verrà poi ripubblicato sul profilo instagram da 20.000 followers (ad oggi 47.000) della neolaureata.

Da qui scaturiscono due controversie: la prima, partita dai suoi compagni di corso e messa a tacere repentinamente dall’università stessa, in cui si accusa la giovane di aver ottenuto la laurea con mezzi illeciti, siccome Carlotta ha conseguito la laurea prima dei sei anni necessari per completare tutti i corsi. L’ateneo ha infatti chiarito che tutti gli studenti che dimostrano particolari capacità possono richiedere di seguire contemporaneamente i corsi del quinto e del sesto anno.

Federico Malcotti

Tuttavia, la seconda e ben più grave controversia rimane ancora al centro di svariati dibattiti, sia sui giornali, sia in televisione, sia sui social.

I primi giornalisti che si sono interessati della faccenda, difatti, hanno messo in risalto non tanto la passione della ragazza per ciò che ha studiato, né i suoi obiettivi per il futuro, bensì la sua ossessione (dedizione sarebbe un eufemismo) per il perfezionismo in campo accademico.

Nell’articolo originale del Corriere Della Sera viene ribadito continuamente, quasi ossessivamente, come la ragazza abbia conseguito sia il diploma di liceo, sia la laurea magistrale prima del tempo, passando, volontariamente o meno, il messaggio che quello che conta nella vita non è scoprire ciò che si ama, né tantomeno porsi degli obiettivi per il proprio futuro; piuttosto bisogna ottenere il famoso “pezzo di carta” quanto prima, meglio ancora se prima di tutti gli altri. Viene inoltre riportata un’intervista con la diretta interessata, la quale ha raccontato che durante le sessioni d’esame dormisse solo quattro ore al giorno, a fronte di diciotto ore di studio e due di attività fisica (una routine che qualunque medico competente sconsiglierebbe).

Continuando con l’intervista, Carlotta spiega che il suo profilo instagram non è altro che un passatempo e sicuramente non una parte centrale delle sue giornate, così come i vari ingaggi da modella che ha ricevuto negli anni, ma questo non ha impedito ai giornalai di sfoderare titoloni come: “Modella, medico e influencer. L’incredibile storia di Carlotta”, mettendo in chiaro che il loro interesse primario era quello di creare un mito passeggero per attrarre quanti più lettori possibili, non certo raccontare l’esperienza di una zelante studentessa.

Ogni persona è libera di vivere la sua vita come meglio vuole e dedicare il proprio tempo a ciò che la appassiona e se qualcuno dimostra di essere un’eccellenza è giusto elogiarla. Quello che non si dovrebbe mai fare e che invece troppo spesso viene fatto è trasformare queste persone in idoli, perché potrebbero far nascere nella mente dei loro coetanei un senso di inadeguatezza ed un complesso di inferiorità nel momento in cui non riescono ad eguagliarli.

Trattando il caso di Carlotta Rossignoli in questo modo, i giornalisti di tutta Italia hanno perso un’occasione; invece di parlare della dedizione della ragazza, per rincuorare i giovani universitari e ricordargli che l’impegno è la chiave di tutto, hanno preferito ribadire la sua eccellenza, mettendo in testa a molti studenti nella media che non potranno mai essere come lei.